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evitante

Le reazioni alle offese e ai torti

La clinica del perdono prevede prima il riconoscimento dell’offesa e dei sentimenti vissuti. Un’offesa è caratterizzata dai seguenti elementi:

  1.  ingiustizia e immoralità: l’atto viola norme oggettive o soggettive, per cui l’offensore avrebbe DOVUTO comportarsi diversamente
  2. intenzionalità e deliberazione: l’offensore avrebbe POTUTO comportarsi diversamente

  3. persistenza della sofferenza nella vittima.

Le reazioni comuni alle offese sonodal punto di vista emotivo:

  •  incredulità iniziale: discrepanza tra evento e aspettative, che genera imprevedibilità, che può essere seguita anche da autosvalutazione (“Non sono stato in grado di prevederlo né di evitarlo)
  • rabbia

  • tristezza

  • senso di colpa (“Non mi sono saputo proteggere”)

  • paura (“Può ricapitare”).

Inoltre le reazioni all’offesa possono prevedere anche disposizioni all’azione alternative al perdono:

– vendetta

– evitamento e fuga.

Vendetta: ha le conseguenti finalità:

  •  ottenere il controllo sull’offensore
  • evitare danni futuri (“Non ti azzardare più a fare una cosa simile a me”).

Per il singolo individuo può assumere una valenza positiva, perchè può dare senso di controllo sull’ambiente e può generare appagamento nell’immediato, ma spesso si accompagna a colpa, a paura per ritorsioni successive, a tristezza.

Inoltre, difficilmente la vendetta può dare la possibilità alla vittima di raggiungere gli obiettivi prefissati, cioè quello di pareggiare i conti: infatti vendicarsi mantiene il ciclo della vendetta e quindi non scoraggia l’altro dal ricommettere gli atti di offesa.

Ancora la vendetta può far stare male la vittima nel tempo che interocorre tra il meditarla e il metterla in atto (ruminaizone); inoltre le persone sbagliano a prevedere le conseguenze della vendetta, per cui pensano di chiudere il circolo: al contrario, pensare alla vendetta fa pensare all’offensore, quindi prolunga le emozioni negative, anzichè abbreviarle.

Fuga – Evitamento: ci si sottrae al contatto con l’offensore per evitare occasioni future di ricevere l’offesa; vengono mantenute ruminazioni.

Bibliografia

Barcaccia B, Mancini F (a cura di): “Teoria e clinica del perdono”, Raffaello Cortina Editore, 2013.