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attaccamento

L’allattamento

Recentemente la trasmissione “Report” ha sollevato lo scandalo dei costi del latte in polvere e di come in alcuni ospedali (tra cui quello di Rimini) sia stata pubblicizzata in particolare una marca di latte artificiale.

Latte artificiale o allattamento al seno: questo è il dilemma che si presenta a ogni neomamma. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) promuove e sostiene l’allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita perché più salutare (in grado di prevenire vari disturbi) e facilitante il legame madre – bambino, ma molte donne non possono effettuare questo tipo di allattamento o possono non sentirsela essendo sicuramente più difficile, alterando la loro immagine corporea e potendo provocare problemi al seno quali ragadi e mastiti. In ogni caso, è importante che venga effettuata una scelta consapevole, che tenga conto dei vantaggi dell’allattamento al seno ma anche delle difficoltà.

Effettuata questa scelta, un altro bivio attende i genitori: allattamento a richiesta o a schema fisso. Tracy Hogg, autrice de “Il linguaggio segreto dei neonati”, propone come per il sonno un modello intermedio, l’ E.A.S.Y. (Eating – Activity – Sleep – You), che prevede un allattamento strutturato (ogni due ore e mezzo o tre) ma allo stesso tempo flessibile (con la possibilità di allattare anche dopo 2 ore se il neonato piange davvero per fame) e che prova a integrare i bisogni del neonato e dei genitori. Cerca quindi di fornire rituali al neonato attraverso una sequenza prevedibile di cibo, attività, sonno e tempo dedicato dai genitori a se stessi e di fornire anche ai genitori una scaletta sulla base della quale prevedere i bisogni dei propri figli.

In questo modo, ad esempio, le mamme potrebbero più facilmente distinguere tra la necessità di succhiare dei propri figli (un riflesso che esercitano per circa 16 ore al giorno) e il loro “grufolare” tipico di quando hanno davvero fame, evitando quindi di attaccarli al seno ogni volta che piangono o che succhiano e quindi di sentirsi esasperate dal dover sempre allattare.

Un’eccezione prevista è caratterizzata dai cosiddetti “balzi di crescita”, un periodo di 2-3 giorni che capita ogni 3-4 settimane, in cui il bambino ha più bisogno di alimentarsi.

Allattamento e relazione madre - bambino in un quadro di Klimt.

Allattamento e relazione madre – bambino in un quadro di Klimt.