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schema therapy

La Schema Therapy: bisogni, schemi, stili di coping e risposte

La Schema Therapy individua alcuni bisogni naturali, che vanno considerati e soddisfatti perché il bambino possa sviluppare un senso di sé sano; essi sono:

  • sicurezza (protezione)

  • base stabile, prevedibilità (non esplosività emotiva)

  • amore, cura continua e attenzione

  • accettazione incondizionata e apprezzamento quando è necessario farlo

  • empatia

  • limiti realistici

  • validazione delle sue emozioni e dei suoi bisogni.

Quando tali bisogni non vengono soddisfatti, il bambino sviluppa schemi maladattivi precoci, cioé tematiche stabili e durature che insorgono durante l’infanzia, vengono elaborate durante la vita adulta e sono disfunzionali a un livello significativo: diventano un modello per l’elaborazione delle esperienze successive.

La Schema Therapy individua in particolare 18 schemi maladattivi precoci:

  • abbandono

  • fallimento

  • sfiducia e abuso

  • soggiogamento

  • deprivazione amotiva

  • autosacrificio

  • dipendenza

  • standard non realistici

  • vulnerabilità al pericolo o alle malattie

  • invischiamento

  • pretese

  • inadeguatezza

  • autocontrollo insufficiente

  • esclusione sociale

  • inibizione emotiva

  • ricerca di approvazione

  • punizione

  • negatività.

Sono convinzioni incondizionali su se stessi rispetto all’ambiente, date per assodate; sono autoalimentanti, perché vengono creati nella primissima infanzia e diventano il nucleo fondamentale dell’idea di Sé di una persona nel suo rapporto con l’ambiente, per cui sono molto resistenti al cambiamento.

Gli schemi maladattivi precoci sono il risultato del temperamento del bambino e della sua interazione coi genitori o con le altre figure significative dell’infanzia, si formano sulla base di eventi traumatici o anche sulla base di situazioni continue (es. critica costante), vengono attivati da particolari eventi (quindi possono anche rimanere silenti) e sono correlati a emozioni intense.

Di fronte all’attivazione dello schema, la persona può utilizzare differenti stili di coping:

  • resa allo schema: cognitivamente minimizza le informazioni contradditorie rispetto allo schema e evidenzia quelle che vanno nella direzione dello schema; comportamentalmente sceglie comportamenti che confermano lo schema come la scelta di partner problematici; la persona si sente impotente rispetto alla possibilità di cambiare lo schema anche se lo riconosce

  • evitamento dello schema / allontanamento dallo schema (es. molti Disturbi Alimentari): evitamento dell’attivazione dello schema o delle conseguenze dell’attivazione: cognitivamente bloccando pensieri e ricordi (es.: “non mi ricordo”, “non voglio pensare a questa cosa”), attraverso sintomi come la depersonalizzazione o le ossessioni; dal punto di vista emozionale attraverso comportanenti autolesivi (blocco della sofferenza collegato all’attivazione dello schema) o sintomatologia psicosomatica; così gli schemi non vengono portati alla luce, né ci si espone a situazioni della vita che potrebbero contraddire lo schema.

  • Ipercompensazione (lotta contro lo schema): la persona adotta uno stile cognitivo – comportamentale opposto ai suoi schemi maladattivi (es. Disturbo Narcisistico): fino a un certo punto può anche essere funzionale (ad es. rispetto a uno schema di insuccesso, può impiegare molte energie per soddisfare i suoi bisogni), ma, se si va oltre il limite, allontana le persone che vorrebbe avvicinare e finisce per rinforzare lo schema (ad es. le persone lo criticano o lo allontanano).

Le più comune risposte di coping sono:

  • per lo stile di resa: accondiscendenza, dipendenza

  • rispetto allo stile di evitamento: uso di sostanze; ritiro psicologico, distacco; esclusione sociale, evitamento; stimolazione (dipendenza da internet, attività pericolose), dipendenza da lavoro

  • per lo schema di ipercompensazione: agggessività, ostilità; autonomia eccessiva; manipolazione; pretese; perfezionismo (ipercompensazione di inadeguatezza e insuccesso); ipercontrollo.