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IL TRATTAMENTO DELLA FOBIA SOCIALE CON LA SCHEMA THERAPY

rafaeliIl Disturbo d’Ansia Sociale (o Fobia Sociale) può essere trattato con la Schema Therapy utilizzando come modelli la terapia cognitiva di Clark e Wells e Schema Therapy per il Disturbo evitante di Arntz et al.
Il modello di trattamento cognitivo dell’ansia sociale di Clark e Wells individua 3 processi chiave di mantenimento dei sintomi:
1) elaborazione negativa del sè
a) standard elevati
b) convinzione di conseguenze imbarazzanti e umilianti
c) convinzione della propria inadeguatezza.
Tutti questi pensieri vengono abbinati a immagini negative; perché la terapia risulti efficace occorre modificare tali immagini mentali.
2) attenzione focalizzata su sé (come se ci si guardasse dall’esterno): ad es. “se sento che le mie mani stanno termando, penso che gli altri notino questo”
3) utilizzo di comportamenti di sicurezza (evitamento), allo scopo di prevenire la temuta catastrofe e di sentirsi più sicuri.
Tra gli eventi precoci che possono trovarsi all’origine del disturbo, si possono trovare ad es. umiliazioni subite a scuola.

Il modello di Clark e Wells può essere tradotto in un modello di mode:
1. Genitore critico / esigente, ma anche ansioso
2. Bambino vulnerabile (inferiore, difettoso, solo)
3. modalità di coping (evitamento, perfezionismo, resa)
4. mancanza di un adulto sano compassionevole.

La Schema Therapy ha inoltre importato varie tecniche di origine cognitivo – comportamentale come:
1. monitoraggio: diario sui pensieri e emozioni
2. video feedback: riprendere il paziente e chiedergli se nel video si vede così come lui si immagina (in situazioni imbarazzanti o umilianti)
3. training attentivo: es. diario su cose positive; spostamento dell’attenzione dagli aspetti temuti agli aspetti positivi
4. esperimenti comportamentali: es. chiedere al cameriere di cambiare il caffé perché è freddo
5. indagine con le altre persone su ciò che è usuale: ad es. il paziente può pensare erroneamente che gli altri siano sempre a proprio agio in situazioni sociali
6. prove di decatastrofizzazione: fare cose temute come camminare in centro con un pezzo di carta igienica sotto la scarpa o con un naso rosso (v. Ellis).

Tali strumenti possono essere integrati con altri relazionali ed esperienziali quali:
1. strategie focalizzate sul passato (role-playing sul passato del paziente; approccio eziologico)
2. imagery rescripting e lavoro con le sedie
3. utilizzo del limited reparenting e di un focus relazionale nella terapia

Tali tecniche permettono un maggior livello di attivazione emotiva, che è direttamente correlato col livello di riuscita della terapia, ma non deve sovrastare il paziente.