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alleanza terapeutica

Il terapeuta nella relazione col narcisista

 

Il Terapeuta può attivare questi schemi quando lavora con narcisisti:

  • deprivazione emotiva: se non si sente capito, compreso dal paziente

  • inadeguatezza: quando non si sente adeguato, amato

  • sfiducia / abuso: se si sente attaccato o manipolato

  • insuccesso: quando si sente non sufficientemente bravo o capace sul lavoro

  • sottomissione o autosacrificio: se cede di fronte alle richieste del paziente, sentendosi colpevole se sostiene i suoi diritti o risentito quando prevalgono le idee degli altri

  • standard severi, elevati: il Terapeuta può incolpare se stesso.

Quando attiva questi schemi, il terapeuta potrebbe aver voglia di attacare il paziente.

Più nello specifico le reazioni controtransferali del Terapeuta possono essere distinte a seconda delle caratteristiche prevalenti nel paziente.

1) paziente pretenzioso, esigente, egocentrico

Reazioni del Terapeuta

  • emozioni: rabbia, risentimento

  • schemi: autosacrificio, sottomissione

  • comportamenti controproducenti: cedere alle richieste; assumere un atteggiamento difensivo quando non si accondiscende; agire la rabbia; distrarsi pensando che il paziente andrà via.

Quando il Bambino vulnerabile del Terapeuta è stato messo al sicuro, può confrontare il paziente dicendogli: “Ho la sensaione che tu sia entrato ancora nel tuo mode e faccio fatica a sentirti perché il mode interferisce con questo”.

2) Paziente autoesaltatore, competitivo, esibizionista.

Reazioni del Terapeuta

  • emozioni: gelosia, manchevolezza, disgusto

  • schemi: inadeguatezza, fallimento

  • comportamenti controproducenti: comportarsi come se si fosse impressionati; diventare competitivi.

Intervento corretto: “Questo è quello che dovevi fare con tua madre per ottenere attenzioni da lei, ma qui non ti serve; questo è uno spazio per te, dove puoi essere come sei, senza dover nascondere niente né mostrare altro”.

3) Il paziente umilia, critica, svaluta

Reazioni del Terapeuta

  • emozioni: umiliazione, abuso, rabbia

  • schemi: sfiducia, inadeguatezza, fallimento

  • comportamenti controproducenti: scusarsi, fornire giustificazioni e spiegazioni, criticare il paziente, ritirarsi.

4) Il paziente controlla, attacca, abusa

Reazioni del Terapeuta

  • emozioni: paura, intimidazione, rabbia, impotenza

  • schemi: sfiducia / abuso, sottomissione

  • comportamenti controproducenti: “attivare” il narcisismo, cedendo e non stabilendo limiti; attaccare il paziente o assumere un atteggiamento puntivo; diventare passivo-aggressivo (ad es. cancellare la seduta della settimana successiva, anziché dire “non me la sento di proseguire”); “infiammare” il paziente.

Quando il paziente provoca, possibili comportamenti controtransferali sono costituiti da:

  • attacco (Lottatore)

  • congelamento (Arrendevole)

  • fuga (Protettore Distaccato).

Ad es, se il paziente afferma: “Non stiamo andando da nessuna parte! E lei si definisce un Terapeuta???”, si rischia di:

  • contrattaccare: “E che dire del ruolo che lei ha svolto nel problema, eh?”

  • cedere (resa): “Probabilmente ha ragione, e forse le dovrei consigliare un altro specialista”

  • autodifendersi: “Da quando abbiamo iniziato questo lavoro, lei ha fatto progressi in questi settori”.

Interventi corretti

Quando il paziente diventa aggressivo verso il Terapeuta o verso il partner, gli si può dire “Vai a bere acqua, fai un giro e poi torna”.

Se la rabbia non è troppo minacciosa, si può usare il confronto empatico.

Quando la rabbia diventa veramente abusante (urla, insulti), occorre mettere limiti, il che può anche significare chiudere una Terapia.

In geneerale, l’obiettivo in Terapia è di essere autentici e di riportare le proprie emozioni al paziente. Es.: “Quando mi dici questo, mi sento toccato, mi viene da difendermi”.

In questo modo non si viene sopraffatti dallo schema, ma riferendo le proprie reazioni al paziente gli si dà modo di cogliere come si possono sentire anche le altre persone; inoltre ci si pone in modo autentico col paziente, il che è importante perché i narcisisti non si fidano del fatto che la gente si comporti in modo autentico con loro, il che da un lato piace loro perché permette loro di evitare i loro sentimenti.

Si può anche premettere, onde evitare che il paziente si senta criticato: “Non te lo dico per criticarti, ma per mostrarti come il tuo comportamento sortisce l’effetto contrario rispetto al tuo obiettivo, cioè l’avvicinarti alle persone.