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Il Disturbo d’Ansia Sociale (Fobia Sociale)

Il disturbo d’ansia sociale (secondo la nuova dizione nel DSM V) o fobia sociale (secondo la classica dizione del DSM IV) è il quarto disturbo psichiatrico più diffuso al mondo, dopo il disturbo depressivo maggiore, l’abuso di alcool e la fobia specifica. Il 12,1% della popolazione mondiale ne soffre nel corso della vita (Kessler et al., 2005) e il 7% dei cittadini statunitensi (sia bambini sia adulti) ne soffre nel corso di un anno (DSM V).

Secondo i criteri del DSM V, si caratterizza principalmente per la presenza dei seguenti criteri:
a. paura persistente di una o più situazioni sociali o di performance, in cui la persona teme di comportarsi o di mostrare sintomi d’ansia in un modo imbarazzante e umiliante
b. l’esposizione a queste situazioni causa quasi invariabilmente ansia
c. l’ansia viene vissuta in modo egodistonico, come irragionevole o eccessiva
d. le situazioni temute vengono evitate oppure vissute con grande ansia e grande disagio.

In ambito scientifico vi è dibattito sul fatto che ansia sociale e disturbo evitante si trovino su un continuum in cui il disturbo evitante rappresenterebbe l’estremo più grave perché comprende anche l’evitamento di situazioni non sociali (come emozioni o novità); di sicuro c’è un 80% di comorbidità tra i due disturbi.

Per quanto riguarda il trattamento attraverso la Schema Therapy, esistono studi controllati solo sulla terapia del disturbo evitante.
In uno studio di Bamelis et al (2014), il numero di abbandoni (dropout) di pazienti trattati con la Schema Therapy (15%) risulta inferiore sia rispetto al 21% di terapie umanistiche (terapia orientata sulla chiarificazione) sia al 40% di altri trattamenti usuali quali cognitivo – comportamentali o dinamici. Tale dato può essere spiegato dalla forte attenzione posta dalla Schema Therapy alla relazione terpeutica e ai bisogni del paziente.
Anche il recupero dai sintomi a 3 anni di distanza è piuttosto elevato con la Schema Therapy (79%).Locandina