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IL DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA’

Alex, interpretata da Glenn Close, sembra soffrire di un grave Disturbo Borderline di Personalità

Alex, interpretata da Glenn Close, sembra soffrire di un grave Disturbo Borderline di Personalità

Caratteristiche fondamentali (Gunderson et al., 1975)

  • intensa affettività depressiva o rabbiosa;

  • impulsività;

  • adattamento superficiale nelle situazioni sociali;

  • episodi psicotici transitori;

  • tendenza a perdere i nessi associativi in situazioni non strutturate;

  • modelli relazionali instabili (dipendenza estrema o superficialità effimera).

Caratteristiche discriminanti (Gunderson et al., 1990)

  • pensiero quasi-psicotico;

  • automutilazioni;

  • manipolatori tentativi di suicidio;
    paure di essere abbandonati, fagocitati, annichiliti;

  • severità/indulgenza;

  • regressioni terapeutiche;

  • difficoltà controtransferali.

 Aspetti correlati

  • tentano di stabilire relazioni esclusive con un’unica persona con cui non vi sia rischio di abbandono

  • l’intimità con un’altra persona attiva due tipologie di ansia: timore di essere fagocitati dall’altro e panico all’idea di essere abbandonati

  • per prevenire la solitudine e per ottenere rassicurazioni dalla persona amata, ricorrono a comportamenti autodistruttivi

  • percezioni quasi-deliranti di essere abbandonati

  • regressioni psicotiche transferali con i terapeuti (controtransfert: fantasie di salvezza, sentimenti di colpa, trasgressione dei limiti professionali, odio e rabbia, ansia e terrore, sentimenti di onnipotenza).

 Epidemiologia e decorso

I tre quarti dei pazienti sono donne.
Il disturbo si palesa nella tarda adolescenza o prima età adulta.
Dopo 5 o 6 anni di psicoterapia, si può riscontrare un miglioramento.

Il 3-10% dei pazienti si suicida.

 Analisi strutturale

  • Manifestazioni non specifiche di debolezza dell’Io: mancanza di tolleranza all’angoscia, di controllo degli impulsi e di canali sublimatori evoluti.

  • Scivolamento verso processi di pensiero primario: regressione ad un pensiero simil-psicotico per l’assenza di struttura o per la pressione di affetti intensi, anche se nel contesto di una integra valutazione della realtà.

  • Operazioni difensive specifiche: scissione, idealizzazione primitiva, identificazione proiettiva, diniego, onnipotenza e svalutazione: espressione alternante di comportamenti ed atteggiamenti contraddittori che il paziente considera con mancanza di preoccupazione e con blando diniego; divisione in compartimenti di tutte le persone che fanno parte dell’ambiente del paziente in un settore di “tutti buoni” e in un settore di “tutti cattivi”; coesistenza di prospettive ed immagini di sé contraddittorie che si alternano nel loro predominio di giorno in giorno e di ora in ora.

  • Relazioni d’oggetto patologiche interiorizzate: i pazienti non considerano negli altri l’insieme delle qualità positive e negative: li suddividono con polarità estreme, considerandoli “dei” o “demoni”; le percezioni che hanno degli altri possono alternarsi giornalmente tra idealizzazione e svalutazione.

Depressione nel disturbo borderline di personalità

 

 

Depressione caratterologica borderline Disturbo depressivo maggiore
Solitudine Sentimenti di colpa
Vuoto Ritiro/Agitazione
Rabbia conscia Possibile suicidio
Relazioni richiedenti, ostili, dipendenti Relazioni stabili
Preoccupazioni per la perdita interpersonale Preoccupazioni per sconfitte e fallimenti
Illusoria autosufficienza (storia di dipendenza) Figure curanti ben accette (storia di indipendenza)
Sintomatologia vegetativa più severa

Caratteristiche comuni:

  • Umore depresso: esordio precoce, grave
  • Inutilità, impotenza
  • Fame oggettuale
  • Dipendenza nelle relazioni
  • Fragile autostima

 

Comprensione psicodinamica

Kernberg:

  • fissazione alla sottofase del riavvicinamento (fase separazione-individuazione di Mahler): il bambino è preoccupato che la madre scompaia e mostra preoccupazione per i suoi spostamenti; è come se i pazienti borderline rivivessero continuamente questa crisi infantile.

  • assenza della costanza d’oggetto: incapacità ad integrare gli aspetti buoni e cattivi di se stesso e della madre con predominanza di introietti negativi.

Masterson & Rinsley:

Depressione abbandonica ogni volta che si presenta la prospettiva della separazione e dell’autonomia.
Il bambino riceve il messaggio che crescere ed individuarsi provocherà una perdita dell’amore e del sostegno materno; restare dipendenti costituisce l’unica possibilità disponibile di mantenere il legame materno.

Adler: Modello del deficit

Insufficienza: funzione materna inconsistente o insufficiente: mancato sviluppo di un oggetto interno contenente-confortante -> ricerca di funzioni oggetto-Sé provenienti dall’esterno.

Modello evolutivo della Fraiberg

La capacità evocativa di costruirsi un’immagine interna della figura materna, anche se fisicamente assente, non è presente nei pazienti borderline.
In situazioni critiche regrediscono fino a perdere la capacità di richiamare alla memoria le figure importanti del loro mondo che non sono presenti fisicamente, a meno che una fotografia non funga da stimolo mnestico.

 

Critiche dei modelli psicodinamici

E’ riduzionistico concentrarsi su una sottofase della separazione-individuazione: non c’è relazione lineare tra i disturbi in questa sottofase e psicopatologia nell’adulto. Entrambi i genitori (non solo la madre) trascurano le proprie responsabilità genitoriali (Mahler).

 Studi recenti

Trauma infantile

Walsh (1977): molti pazienti hanno esperito una reale vittimizzazione nelle relazioni con i genitori e con le altre figure accudenti (abuso, ostilità, svalutazione).

Elevata incidenza di abusi durante l’infanzia (sessuali, fisici e violenze familiari): sovrapposizione con il disturbo post-traumatico da stress (DPTS). I sintomi percettivi, presenti in entrambi, tendono ad associarsi con: i ricordi traumatici nel DPTS; i sintomi attivati dalle relazioni nel Disturbo Borderline.
Le esperienze traumatiche possono contribuire alle difese che causano una distorsione dell’immagine (scissione, diniego, identificazione proiettiva): ad es. un genitore sadico deve essere separato dal genitore idealizzato nella fantasia.

Controllo anaffettivo

Entrambi i genitori falliscono nel fornire un supporto emozionale e ostacolano la separazione dei propri figli; i pazienti esperiscono i propri genitori come poco disponibili dal punto di vista emozionale.

Risultati

  • Prospettiva eterogenea e complessa dell’eziologia e della patogenesi.

  • Assenza di abuso o trascuratezza nel 20-40% dei pazienti: nessun fattore considerato separatamente è sufficiente o specifico per lo sviluppo di un BPD.

  • Browne e Finkelhor: vari livelli di patogenicità dell’abuso sessuale: durata, frequenza, relazione tra chi usa violenza e il bambino (forma più patogena = incesto padre-figlia), età del bambino, esordio dell’abuso, tipo di atto sessuale, presenza o assenza di costrizione, scoperta e reazione dei genitori.

  • Secondo altri studi, non c’è differenza tra incesto e abuso sessuale infantile extrafamiliare.

Ricerche biologiche

  • Significativa diminuzione dell’attività serotoninergica nei maschi => impulsività.

  • Deficit neurologico: deficit dell’attenzione, episodica dyscontrol syndrome, scarso controllo degli impulsi, disturbi della condotta.