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disturbo alimentare

I Disturbi Alimentari

Il DSM V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) ha introdotto, oltre all’Anoressia e alla Bulimia, un terzo Disturbo dell’Alimentazione, il Binge Eating Disorder (BED): quest’ultimo è caratterizzato da abbuffate ricorrenti (almeno 1 volta alla settimana per 3 mesi) non associate alla messa in atto sistematica di condotte compensatorie inappropriate come nella Bulimia.
Tali abbuffate sono associate ad almeno dei 3 dei seguenti aspetti:
1. elevata rapidità nell’assunzione del cibo
2. sgradevole sensazione di pienezza
3. non sentirsi affamati
4. mangiare da soli a causa dell’imbarazzo
5. disgusto verso sé, depressione o colpa dopo l’episodio.

I Disturbi dell’Alimentazione hanno un’elevata diffusione, soprattutto tra i giovani e tra le donne. In particolare:
– solo negli Stati Uniti, sono ben 13 milioni i soggetti che soffrono di Binge Eating Disorder (BED); 10 milioni di donne e 1 milione di uomini soffrono di Anoressia o Bulimia
– il 95% dei soggetti affetti da Disturbi dell’Alimentazione ha un’età compresa tra i 12 e i 25 anni
– la prevalenza nel corso della vita, per donne e uomini, è rispettivamente di 0,9% e 0,3% per l’anoressia; 1,5% e 0,5% per la bulimia; 3,5% e 2% per il Binge Eating Disorder (o Disturbo da Abbuffate Ricorrenti), secondo il National Comorbidity Survey degli Stati Uniti.
All’interno di quest’elevata diffusione, ci sono grandi differenze legate al contesto culturale, ad es. legate all’immagine ideale di donna diffusa a livello sociale: il tempo passato sui social network dalle ragazze adolescenti è correlato con la probabilità di sviluppare un disturbo alimentare, probabilmente a causa della discrepanza tra le misure medie di una donna americana e le misure proposte dalla moda.
Tale immagine ideale si diffonde già dall’infanzia: sempre negli USA ben l’80% dei bambini (maschi e femmine) di 10 anni ha paura di essere grasso; il 42% delle bambine dai 6 ai 9 anni vorrebbe essere più magra.
I Disturbi Alimentari sono strettamente connessi tra loro, visto che circa il 50% di chi ha sofferto di Anoressia sviluppa Bulimia o pattern bulimici.
I soggetti affetti da un Disturbo Alimentare presentano anche elevati tassi di comorbidità con altri disturbi psichici:
– 59% con la Depressione
– 36% con i Disturbi d’Ansia
– 26% con i tentativi di suicidio
– 22% con l’Abuso di Sostanza
botero50% col Disturbo Ossessivo – Compulsivo.
Infine presentano la maggiore percentuale di mortalità rispetto a qualsiasi altro disturbo psichico (4% per l’Anoressia, 3,9% per la Bulimia, 5,2% per Disturbi dell’Alimentazione Non Altrimenti Specificati, nella fase di vita dagli 8 ai 25 anni).
Nonostante questi dati, solo il 10% delle persone affette da un Disturbo Alimentare riceve un trattamento.